PERSEVERARE E’ DIABOLICO

 

 

dal quotidiano Rinascita del 28 maggio 2008

 

 

La sinistra cosiddetta antagonista è uscita bastonata dalle ultime elezioni ed esclusa dal parlamento. Contemporaneamente, però, essa continua a partecipare a numerose maggioranze in sede locale insieme a tutto il centrosinistra ivi compresi quindi il Pd, intriso di democristiani e conservatori di ogni genere, e l’Idv del giustizialista Di Pietro. Comprendiamo come una simile condizione possa confondere le varie componenti del fu “arcobaleno” e come tutte stiano cercando di riconquistare un’identità politica ormai perduta. Se facessero una seria analisi dei fatti scoprirebbero che la loro sconfitta è figlia di un progressivo distacco dalla realtà; che le battaglie in favore dell’immigrazione incontrollata sono rigettate dalla gente, che non ne può proprio più di vivere straniera in casa propria; che non si può manifestare contro la guerra e poi appoggiare le missioni belliche; che le battaglie per la casa non sono quelle fatte di occupazioni per pochi ma di diritti per i tanti che hanno un mutuo e oggi sono strangolati dalle banche. Scoprirebbero, insomma, che è mancato loro un progetto sociale e, soprattutto socialista. Questa sinistra cosiddetta antagonista non sembra invece trovare di meglio che rispolverare le vecchie parole d’ordine antifasciste, facendo peraltro non poca confusione sul concetto di fascismo ed inserendo in esso un po’ di tutto quello che non è dalla loro parte. Ci preoccupa soprattutto un rigurgito di “opposti estremismi” e di “antifascismo militante” che sembra interessare da qualche tempo Roma, ma non solo la Capitale. Qualche giorno fa un banale fatto di cronaca in una zona popolare di Roma, una spedizione punitiva contro il presunto autore del furto di un portafoglio, è stato trasformato in un raid a sfondo razzista ed usato come pretesto per organizzare una manifestazione antifascista. Ieri, sempre a Roma, ci sono stati invece tafferugli, con tre feriti medicati in ospedale, per fortuna non gravi, a seguito di scaramucce tra opposte fazioni. Nella notte Forza Nuova aveva affisso manifesti che pubblicizzavano un loro convegno sul tema delle foibe, regolarmente autorizzato, ma poi l’autorizzazione è stata revocata e addirittura sono state chieste dagli “antifascisti” le dimissioni di chi aveva concesso la sala alla formazione di Roberto Fiore. Il mattino successivo lo scontro si è consumato tra chi voleva staccare quei manifesti e chi si opponeva a ciò. Gli antifascisti denunciano un’aggressione, ma sembra forse più probabile, anche a detta delle forze dell’ordine, la versione opposta, che vede aggrediti i ragazzi di Fn. Non è però qui questione di chi ha iniziato prima, ma dell’assurdità dell’intera vicenda, della difesa del territorio stile anni 70-80, del rinnovarsi di un clima che è favorevole solamente al sistema. Noi non siamo mai stati vicini alle posizioni politiche di Forza Nuova, che anzi abbiamo per lo più sempre criticato, ma rivendichiamo il loro buon diritto a tenere un convegno all’università. Se si cadrà nuovamente nel trabocchetto dell’antifascismo e dell’anticomunismo si favorirà chi vuole dividere le opposizioni antagoniste per mantenere ben saldo il regime liberaldemocratico. Certo chi ha partecipato alla rissa e chi è in questi tempi in prima fila nelle manifestazioni antifasciste nel ’68 non era nemmeno nato ed era al massimo un bambino durante gli anni di piombo, ma dovrebbe ugualmente sapere che nel ‘68 il movimento fu spaccato e furono creati gli opposti estremismi dalla cricca di potere. E dovrebbe sapere che il sangue innocente, di qualsiasi colore, che è stato versato negli anni di piombo non ha favorito il popolo, ma il suo oppressore.
Errare è umano, perseverare è diabolico, soprattutto dopo quaranta anni.

 

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