INTERVENTO DI FIORE A STRASBURGO
Non poteva iniziare meglio la
prima sessione a Strasburgo del neo eurodeputato di Forza Nuova Roberto Fiore. L'apertura
dei lavori, nel lunedì pomeriggio, infatti, ha visto il "blitz" del
tedesco Martin Schulz - con la complicità dell´Arcobaleno di casa nostra -
finalizzata ad ottenere la discussione in aula del "caso rom" e della
conseguente e presunta violazione di non meglio identificati diritti umani. Pronta
la reazione del leader nazionale di Forza Nuova il quale ha chiesto ed ottenuto
dalla presidenza UE la facoltà di parlare nel corso della discussione del
martedì pomeriggio. L'intervento é stato diretto e chiaro, con una disamina
precisa della situazione odierna e conseguente prospettazione dei rimedi del
caso, conformemente ai temi più volte trattati nel corso dell'ultima campagna
elettorale. In primis Fiore ha denunciato la politica dell' ultimo governo Prodi,
compreso l'allargamento della comunità europea alla Romania in assenza di
moratoria, al pari degli altri paesi europei. Fiore ha chiesto la sospensione
degli accordi di Schengen come condizione imprescindibile per ottenere
un'efficace controllo alle frontiere dei flussi migratori. Ha condannato lo
status quo attuale, che vede il proliferare dei cosiddetti "villaggi della
solidarietà" all' interno dei quali la propensione al crimine e lo spregio
delle più elementari norme igienico-sanitarie rappresentano la consuetudine.
Non ultimo, ha esaminato l'aspetto che riguarda direttamente una prole
minorenne che versa in situazioni di tale disagio da imporre l'intervento
coattivo della giustizia minorile mediante l'adozione di provvedimenti di
revoca della patria potestà. Sempre nel corso del suo intervento, l`On. Fiore
si é soffermato sulla necessità di procedere ad una immediata chiusura dei
campi rom ed alla istituzione di un "tavolo" operativo tra i
rappresentanti di Italia, Romania, Macedonia e Bosnia per un tanto rapido,
quanto umano, rimpatrio dei soggetti rom. Infine Fiore ha chiesto per l'Italia,
al pari di altri paesi, l'istituzione del reato di immigrazione clandestina.