FORZA NUOVA

 

                                                       Sannio

 

FEDERAZIONE DI BENEVENTO

 

 

MOZIONE CONGRESSO REGIONALE

per il Socialismo Nazionale

 

  

FORZA NUOVA

 

 

 

 

 

FEDERAZIONE BENEVENTO

 

  

 

MOZIONE CONGRESSUALE

 

 

 

 

Relatore: Andrea Caporaso (Coordinatore FN Benevento)

 

 

Info: 347.1621176 – fn_campoli.benevento@libero.it 

www.forzanuovacampoli.blogspot.com

Preambolo 

 

FORZA NUOVA, preso atto del contesto drammatico in cui versa il paese e dell’urgenza di un’inversione di rotta, individua nei seguenti otto punti la base di una chiamata alla ricostruzione nazionale.


FORZA NUOVA mira a gettare le basi per una reale e decisa ricostruzione del diritto, della stabilità e della giustizia nel nostro Paese, rafforzandone cosi l’indebolita fibra e garantendo il futuro del nostro popolo.


FORZA NUOVA traccia una linea oltre la quale è il caos e la resa definitiva delle nostre libertà ad un nemico sempre più anonimo e lontano; oltre tale linea è la morte dell’Italia. Uomo per uomo, famiglia per famiglia, comunità per comunità, va iniziata la ricostruzione di quell’Italia che è "eletta dal Cielo a quel religioso impero dell’umanità, che non le può essere tolto fino a tanto che sull’umane vicissitudini risplenda il sole".

 

FORZA NUOVA chiama all'appello uomini e donne decisi a combattere le battaglie fondamentali dell’Onore e della Civiltà nei prossimi cruciali anni e che intendano operare per ricostruire dove è stato distrutto e per sanare ciò che è stato ferito. 

 

8 Punti per la Ricostruzione Nazionale  

1. Abrogazione delle leggi abortiste

2. Famiglia e crescita demografica al centro della politica di rinascita nazionale 

3. Blocco dell'immigrazione e avvio di un umano rimpatrio 

4. Messa al bando di massoneria e sette segrete 

5. Sradicamento dell'usura e azzeramento del debito pubblico

6. Ripristino del concordato e difesa delle tradizioni 

7. Abrogazione delle leggi liberticide Mancino e Scelba 

8. Formazione di Corporazioni per la difesa dei lavoratori e delle comunità nazionale

 

 

- I -

 

Nel preambolo mi sono sentito in dovere di riportare i Valori fondanti del Nostro movimento, perché sono i punti sui quali verte l’azione dell’intera Nostra attività politica.

Forza Nuova nasce nel 1997 quale movimento di Ricostruzione Nazionale, perché i fondatori hanno ritenuto, giustamente, che la Nostra Patria fosse invasa, usurpata e gestita da poteri che si prodigavano non solo a mal gestire la Nazione, ma soprattutto a distruggere quel tessuto sociale, squisitamente italiano, impregnato di valori tradizionali, unico collagene della Nostra stirpe.

Ad oltre dodici anni dalla sua fondazione, il movimento ha fatto enormi progressi, non solo dal punto di vista meramente quantitativo. Oggi, ancora come ieri però, il problema di più scottante attualità, per la nostra area, è la legittimazione popolare; molti, troppi sono i movimenti di riferimento che si confondono tra loro, a volte collassando su se stessi, perché privi di ogni riferimento umano ed ogni minimo collegamento con il territorio, sorretti essenzialmente da apparati burocratici che ne fanno da padroni. Lottare contro vuoti contenitori, legittimati solo da simboli, oramai obsoleti, che non rispondono più alle esigenze della attuale realtà, complessa e molto articolata, ci porta a frazionare (leggi atomizzare) un bacino di utenza, recettivo alle nostre consegne, già molto minimale e ristretto nelle sue normali condizioni. Ieri eravamo costretti a confrontarci con Alleanza Nazionale, verso la quale eravamo identificati quale movimento alla destra, cioè, secondo i mass media e i meno informati, più estremisti, intransigenti, che rasentavamo l’eversione e il terrorismo, mai legittimati da una opinione pubblica sempre, purtroppo, troppo schiava dell’indottrinamento mediatico; oggi, invece, il frazionamento dell’area ci porta a lottare contro i mulini a vento.

Quale la soluzione? Cosa fare? Qual è la via da percorrere nel futuro per tentare di uscire di slancio dal ghetto nel quale altri ci hanno rinchiuso e che noi, pare, amiamo così tanto?

La soluzione, a mio parere, è nelle nostre mani, ma così come capita agli sbadati quando cercano qualcosa che hanno smarrito, perdendo tempo a  ricercarla in posti lontani, i più sperduti e i più insoliti, altrettanto in questo caso capita al forzanovista. Tentare di ritrovare noi stessi, chiedendoci chi siamo, spianare la strada ad una sana riflessione sul posizionamento all’interno del contesto politico attuale, porterebbe ad una chiarezza, magari condizionata da dibattiti e controversie, ma che certamente posizionerebbero il movimento in una sede chiara, netta e più consona alle sue caratteristiche.

Bisogna, a mio parere, agire con coraggio e con forza. E’ ora giunto il momento della chiarezza. Il movimento politico Forza Nuova, non sarà mai un movimento nuovo, di nome e di fatto, finché non si accetta, con totale condivisione e convinzione, che il posizionamento nella estrema destra, è stato, è e sarà una zavorra che impedisce al partito di decollare e di avere il giusto peso nello scenario politico nazionale. Fin dalle più antiche origini, la Nostra Idea, non ha mai avuto tale collocazione, non certo per motivi meramente stilistici, ma sicuramente per convinzioni ideologiche e dottrinali.

Noi siamo stati grandi, quando la nostra Idea era vicina al popolo, quando cioè il cittadino, di ogni livello sociale, si identificava in Noi e ci ergeva a suoi difensori. Oggi invece, è da costatare, che l’adesione al movimento è puramente ideale, spirituale o addirittura negativamente nostalgica. Il popolo ci identifica quali estremisti (leggi torturatori, stragisti, ammazza neri etc) e come tali, buoni solo a  crear disordine. E’ necessaria ed urgente una riqualificazione del partito, basta con questo sentirsi vittime del sistema, paradossalmente, a tratti, fieri di esserlo e giocarci invece con coraggio ed onore le nostre carte, come sappiamo fare noi, a muso duro ed impavidi come sempre.

Inneggiare ad esempio a slogan del tipo né destra né sinistra, ma Forza Nuova, significa comprenderne appieno il senso e perseguirne il fine, altrimenti ci troviamo di fronte solo a sterili ed aridi parole.

Riconoscere una radice comune con la sinistra, significa capire la complessità e la genialità della Nostra Idea. Partire da lì, da quel Valore assoluto che è il Socialismo Nazionale, Idea tanto cara ad Alessandro Pavolini, Nicola Bombacci e Berto Ricci, ci farebbe sicuramente cambiar rotta ed abbandonare finalmente la zavorra della estrema destra. Non più estremisti, ma radicali di una Idea nuova, trasversale, che accomuni tutti i gruppi antagonisti e anticapitalisti, porterebbe ad una vera riscossa del movimento. Oggi l’unione organica con i Nazionalpopolari, domani con Fiamma Tricolore e i vari gruppi antagonisti, ci lancerebbe nello scenario politico con forza e slancio, darebbe la possibilità di farci conoscere e renderci visibili, da quella parte del popolo che oggi non si sofferma neanche ad ascoltarci, perchè indottrinato da quel becero antifascismo, stupido e strumentale indotto da forze malsane e sinistrorse. La Nostra forza è nella trasversalità, ciò che, oramai più di 5 anni fa, mi indusse ad entrare in FN. Credo che l’errore più grave e per certi aspetti mortale che possa compiere un movimento come il nostro sia quello di inseguire spasmodicamente altri presenti sul territorio (vedi la Lega). Noi rappresentiamo un unicum e non abbiamo da scopiazzare nessuno! La forza della Lega è nel suo non posizionamento, poter parlare e attingere consensi anche da cittadini che in passato appartenevano al mondo della sinistra, significa aver affermato un principio, cioè quello di saper parlare ed essere ascoltati dall’intero popolo e non è cosa facile! Noi purtroppo parliamo solo a noi stessi, ce la cantiamo e ce la suoniamo, come si suol dire…questo è un errore mortale, sbagliare è umano, perseverare è diabolico e se permettete, in tutta franchezza, è in questo caso, da coglio…(persone poco attente!).

 

- II -

 

Queste la mie consegne per il futuro:

 

1.                 sganciarsi immediatamente da posizioni identificabili con la estrema destra (ciò non significa affatto, però, collocarsi su posizioni centriste, ma radicalizzare la lotta su posizioni diverse, trasversali, oltre la destra e la sinistra);

2.                 guardarsi bene attorno e cercare ad ogni costo alleanze con forze a noi simili (non solo con Fiamma Tricolore, La destra e forze nazionalpopolari, ma anche con ogni altro gruppo anticapitalista, antiborghese e tradizionalista, che si identifichi con l’Idea del Socialismo Nazionale e/o della Sinistra Nazionale);

3.                 puntare in ogni modo all’unione del Socialismo con il Nazionalismo, oggi unica Idea in grado di abbattere il relativismo ideologico e riprendere finalmente il destino della nostra Nazione;

4.                 evitare ogni tipo di mescolanza con la marmaglia del Pdl, o con altre forze che  screditino la purezza assoluta del Nostro movimento, a meno che la situazione non sia a noi estremamente proficua (caso limite, da vagliare singolarmente), ma solo per fini meramente strumentali. Nessun patto programmatico potrà essere concepito ed accettato con tali forze;

5.                 dare maggior vigore ai nostri giornali, cercando collaborazione con le Federazioni e le Sezioni, creare partecipazione e sinergia, far in modo che  Il Megafono ed Ordine Futuro non siano solo un mezzo di divulgazione di fatti, ma un metodo per formare e plasmare i militanti.

6.                 dare slancio ad attività parallele come il Compra Italiano, promuoverne il marchio, sia a base nazionale che locale, creare quindi un organigramma, identificando i referenti ai quali poter far capo.

7.                 evitare in ogni modo di scimmiottare pubblicamente gesti, parole, frasi ed abbigliamenti di altri tempi, la ricerca del Nostro Ordine Antico e Sovrano dovrà avvenire squisitamente attraverso fatti e comportamenti individuali di stile, onore, rispetto e solidarietà con la nostra gente;

8.                 per l’organizzazione del movimento in Campania:

a)      dar vita a breve al Direttivo regionale composto da membri di diritto quali i coordinatori provinciali e da un numero definito di militanti nominati ratione materie, dando vita ad un apparato dirigenziale forte, energico, preparato e gerarchicamente organizzato (quale coordinatore, vista la sua già provata capacità, rieleggere formalmente e per acclamazione, sic et sempliciter, il dimissionario Michele Antonio Giliberti) ;

b)      dar vita ad una associazione culturale a base regionale,  per dar voce, in ogni sede pubblica, al movimento;

c)      dar vita inoltre, ad un foglio di lotta che si occupi squisitamente di vicende regionali.

 

 

 

- III -

 

Non possiamo oggi, affatto ignorare, il documento che è venuto fuori dall’ultimo Congresso Nazionale di Fiamma Tricolore. La riconferma di Romagnoli, quale Segretario, ratifica e legittima la precedente linea presa da quel movimento, cioè l’ambiguità delle alleanze.

Non possiamo far finta di nulla.

Come comportarsi con siffatte forze? Come imbastire rapporti con coloro che predicano bene e razzolano male? Possiamo oggi, nei confronti del nostro elettorato e dei nostri militanti, giustificare serenamente, una alleanza, se pur meramente elettorale con movimenti che mostrano, quotidianamente, ossequio, servilismo e soggezione nei confronti del Pdl e del suo padrone? Qual è la linea da tenere?

Sono tutte domande alle quali, in questa sede, dobbiamo dare assolutamente una risposta, imperativa, tassativa e vincolante, visto anche l’avvicinarsi delle elezioni regionali.

Personalmente, ho sempre sostenuto (vedi il punto 2 della presente mozione), che è importante per il nostro movimento, cercare alleanze con i nostri simili, senza barriera alcuna e senza preconcetti dottrinali; l’antagonismo, l’anticapitalismo, la difesa ad oltranza delle nostre tradizioni, il socialismo pavoliniano e l’onore della Nostra Nazione, devono essere, per Noi, gli unici punti non contrattabili! Oggi, alla luce di nuovi fatti e dell’oramai imperante bipartitismo, il punto nevralgico, per noi nazionalpopolari, è e deve essere, a mio avviso, la continuazione dell’Idea, la sua radicalizzazione e la difesa a priori della Nostra Identità. E’ per questo che, non accetterò, ne condividerò  mai, una alleanza, seppur elettorale, con movimenti ambigui, contigui al capitalismo e oramai certamente invasi dal materialismo più becero.

Vengono meno le premesse di una alleanza programmatica e strutturale, tutto è lasciato alla estemporaneità e alla utilità elettorale, non creando nulla di costruttivo. L’opportunismo meramente elettorale, non può e non dovrà essere la causa unica di coesione.

I nostri simili vanno verso il Pdl, corrono incontro al padrone, accecati dal miraggio della poltrona e del fantomatico voto utile. Nulla di più sbagliato, nulla di più distruttivo, nulla di più deleterio per movimenti antagonisti come i nostri. Rinunciare alla terza via, significa rinunciare definitivamente a noi stessi, significa porre fine a quel progetto di alternatività ed antagonismo sociale, che caratterizza non solo la nostra azione, ma tutta la nostra esistenza politica.

Ciò detto, preso atto, a malincuore, dell’asseggiolamento dei nostri simili sugli scranni servili del Pdl, non possiamo far altro che portare avanti, da soli, con orgoglio, il nostro simbolo, in questa ennesima campagna elettorale, dell’onore, del rispetto e della devozione all’unica Idea guida, quella che non giace né tra le file della destra, né in quelle della sinistra, ma che punta dritta verso nuovi orizzonti, verso nuove mete, che squarcia trasversalmente lo statico e puzzolente panorama politico odierno, puntando verso quella geniale commistione del sociale con il nazionale.

Non mi resta da dire: ora e per sempre, onore a Forza Nuova, unica, vera opposizione.

 

 

In alto i cuori.

Benevento lì 20 dicembre 2009

 

 

                                              Coordinatore Provinciale Forza Nuova Benevento

                                                               Andrea Caporaso