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Continua il dibattito
sulla realizzazione in provincia di Benevento di un impianto di
dissociatore molecolare. La proposta è stata lanciata dal presidente della
Provincia, Carmine Nardone, quale rimedio all'attuale situazione di
stallo nello smaltimento dei rifiuti. Contrario all'ipotesi della Rocca
dei Rettori è Lucio Lonardo, presidente dell'Asia (Azienda servizi igiene
ambientale) che sta indirizzando i propri sforzi sulla digestione
anaerobica dei rifiuti e non sulla dissociazione molecolare "per
motivi non tanto di valutazione energetica del processo o di confronto
economico quanto di opportunità di ecosostenibilità". Secondo
Lonardo la tecnica innovativa proposta da Nardone presenta alcuni punti
critici quali "i pochi impianti realizzati, la tecnologia non
consolidata, le caratteristiche di funzionamento e i dati sulle emissioni
non certificati, la scarsa documentazione tecnico-scientifica, la pericolosità
e i costi per lo stoccaggio dell'idrogeno. Resta inoltre senza risposta
di dove finiscano i metalli pesanti, di dove conferire le ceneri tossiche
residue, oscillanti tra il 5 per cento e il 10 per cento, a seconda del
materiale conferito. Inoltre come depurare il syngas? E come la mettiamo
con l'inquinamento originato dalle nanopolveri originate dalla sua
combustione? La digestione anaerobica, invece, è stato concepita per il
pretrattamento di materiale di scarto contenenti sostanze organiche con
alte rese in biogas, compost di qualità, frazione leggera, frazione
pesante. Accanto a ciò, dice il presidente dell'Asia, "l'attuale
situazione di emergenza per i rifiuti in Regione Campania sconsiglia,
anzi scoraggia, di adire a qualsiasi azione sperimentale: è indispensabile,
invece, intraprendere azioni fatte di decisioni immediate che facciano
proprie quelle tecnologie certe, acclarate, sperimentate, valide sotto
tutti gli aspetti al fine di dare ai cittadini quella sicurezza che essi
si attendono dalle istituzioni a tanto preposte". Di tutt'altro
avviso è Giancarlo Schipani, sindaco di Castelpoto, che si dice
disponibile a ospitare nel suo Comune l'impianto di dissociazione
molecolare. La sua apertura è stata osteggiata in valle vitulanese ma il
primo cittadino ha precisato che si tratta di un'iniziativa che
"avrebbe riflessi positivi per l'economia e occupazione locale senza
incidere sulla salubrità del territorio. Non si vedrebbero più le
centinaia di discariche abusive sorte lungo fossi e strade, si potrebbero
eliminare le migliaia di caldaie che vengono usate dai cittadini per il
riscaldamento (con l'impianto prospettato si può produrre acqua calda per
le abitazioni abbattendo notevolmente i costi di riscaldamento), si
potrebbe produrre energia elettrica e rivenderla all'Enel, mentre il gas
potrebbe essere immesso direttamente in rete, tutto a beneficio della
popolazione, si perchè la gestione di un impianto del genere deve restare
pubblico e non privato".
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